You Are Here: Home » Medicina Rigenerativa

Medicina Rigenerativa

La Medicina Rigenerativa è considerata oggi la soluzione terapeutica innovativa del 21° secolo per l’ambizione di guarire e non curare le malattie, in particolare quelle croniche.

Si può far  risalire la nascita internazionale del termine “Medicina Rigenerativa “ a quando il governo federale americano approvò, con la risoluzione 71 del 2 novembre 2004, il finanziamento del California Institute of Regenerative Medicine (CIRM) attribuendogli fondi statali per 3 miliardi di dollari in 10 anni, praticamente la stessa quantità di denaro che fu utilizzata per lo Human Genoma Project. Da allora si è aperto un dibattito su che cosa bisognasse intendere con il termine di Medicina Rigenerativa.

Fin dall’inizio apparve chiaro che questo termine sottointendesse il passo successivo della medicina nella evoluzione dai trapianti d’ organo. Erano infatti le stesse necessità dei trapianti d’ organo e della terapia sostitutiva mediante organi artificiali che guidavano ed indirizzavano le ricerche al di là degli approcci tradizionali (Daar, 2005). Lo scopo della Medicina e della Chirurgia Rigenerativa non è infatti quello di rimpiazzare ciò che nel corpo umano non è più in grado di funzionare, ma quello di fornire gli elementi necessari per una sua riparazione in vivo, di inventare sostituti e presidi in grado di fondersi con il corpo umano e di stimolare e sostenere le capacità intrinseche del nostro corpo a rigenerarsi ed a guarire da solo (Greenwood, 2006).

Oggi sono tutti concordi nel definire la Medicina e la Chirurgia Rigenerativa come un settore interdisciplinare di ricerche ed applicazioni cliniche focalizzate prevalentemente sulla prospettiva di riparare, sostituire e/o rigenerare cellule, tessuti e/o organi al fine di ripristinare alcune funzioni anatomiche, fisiologiche e biochimiche deteriorate per cause differenti, come difetti congeniti, malattie, traumi ed invecchiamento.

La caratteristica più importante ai fini della definizione delle prerogative delle Medicina e della Chirurgia Rigenerativa non consiste nell’uso di una sola specifica tecnologia bensì nell’idea di utilizzare contemporaneamente una combinazione di numerosi approcci tecnologici, spesso convergenti, sia già esistenti che recentemente messi a punto. Tutto ciò pone la Medicina e la Chirurgia Rigenerativa un passo più avanti dei tradizionali trapianti d’organo o delle tradizionali terapie medianti organi artificiali.

Quando possibile, questi nuovi approcci terapeutici dovrebbero limitarsi a stimolare e sostenere le capacità proprie di guarigione dell’ organismo umano, includendo, senza limitazioni, l’ uso di molecole solubili, terapie geniche, terapie basate sull’ uso di cellule staminali e/o progenitrici, ingegneria tissutale e riprogrammazione cellulare e/o tissutale.

Il benessere economico, i vantaggi della medicina tradizionale e il progressivo miglioramento degli standard di igiene hanno portato ad un aumento consistente della durata media della vita, tendenza demografica destinata inevitabilmente ad aumentare nei prossimi anni. Stime pubblicate dal “Directorate General for Health & Consumers” della Commissione Europea prevedono che entro il 2050 più del 25% della popolazione avrà dai 60 ai 65 anni, e il 20% della popolazione avrà più di 80 anni.

La società del futuro, dunque, dovrà affrontare le problematiche che scaturiranno dal consistente aumento degli anziani. Stime pubblicate dal Fondo Monetario Internazionale valutano che un aumento di soli 3 anni della vita media della popolazione mondiale farà lievitare del 50% i costi dei servizi sanitari. Inoltre, in condizioni terapeutiche invariate, entro il 2030 la spesa sanitaria per il trattamento delle patologie croniche, comprese le invalidità connesse alla degenerazione dei tessuti muscoloscheletrici, potrebbe arrivare ad ammontare a 47 trilioni di dollari, generando uno scenario insostenibile per  i bilanci statali (World Economic Forum, 2011).

Gli obiettivi della Medicina e Chirurgia Rigenerativa sono piuttosto vasti; ad esempio vi si possono includere malattie croniche degenerative (come la Malattia di Alzheimer), malattie metaboliche (come il Diabete), patologie croniche osteoarticolari e malattie che spesso conducono all’insufficienza di un intero organo (insufficienza cardiaca). Questa nozione di ripristino di funzioni deteriorate può essere estesa anche ai processi di guarigione delle ferite, alla riparazione di lesioni nervose traumatiche e vascolari ed al potenziamento del sistema immunitario. La Medicina e la Chirurgia Rigenerativa potranno in futuro avere un forte impatto nel trattamento di queste patologie. L’Accademia Nazionale della Scienza degli Stati Uniti ha stimato che i potenziali pazienti per terapie basate sull’impiego di cellule staminali, nei soli Stati Uniti d’America, potranno includere nel prossimo futuro: 58 milioni di pazienti affetti da malattie del sistema cardiovascolare, 30 milioni di pazienti affetti da malattie autoimmunitarie, 16 milioni di diabetici e 10 milioni di pazienti affetti da patologie del sistema muscoloscheletrico.

 

Appare chiaro come la medicina rigenerativa, potendo guarire/prevenire le patologie croniche, potrà rappresentare nel prossimo futuro l’ago della bilancia che permetterà agli Stati di poter sostenere i costi socio-sanitari legati all’inarrestabile aumento della vita media della popolazione.

Scroll to top